Stampa offset o digitale: quale scegliere?
Guida indipendente, aggiornata il . Le pratiche variano da un laboratorio all'altro: fate confermare i valori dalla vostra tipografia.
La maggior parte degli stampati su carta (biglietti, volantini, brochure, libri) si realizza in stampa digitale o in stampa offset. Oggi entrambe danno un buon risultato; ciò che le distingue sono soprattutto la quantità, i tempi e alcune esigenze di resa. Molte tipografie parigine offrono entrambe e indirizzano esse stesse verso la più adatta.
Come funziona
La stampa digitale
L'immagine viene inviata direttamente dal file alla macchina, come una stampante da ufficio molto perfezionata (toner o getto d'inchiostro). Non c'è alcuna preparazione fisica: ogni foglio può essere diverso dal precedente.
La stampa offset
L'immagine viene prima incisa su lastre (una per colore: ciano, magenta, giallo, nero, più eventuali colori speciali). L'inchiostro passa dalla lastra a un caucciù, poi alla carta. Prima di avviare la tiratura bisogna fare l'avviamento della macchina: regolare l'inchiostrazione e il registro dei colori, il che consuma tempo e fogli di scarto.
Il costo: una questione di quantità
- In offset, la preparazione (lastre, avviamento) rappresenta un costo fisso importante, qualunque sia la quantità. Poi ogni copia in più costa poco. Più grande è la tiratura, più questo costo fisso viene ammortizzato.
- In digitale non c'è quasi alcun costo fisso, ma il costo per copia resta pressoché costante.
Esiste quindi un punto di pareggio oltre il quale l'offset diventa più economico. Non è fisso: dipende dal formato, dal numero di pagine, dalla carta, dal numero di colori e dall'attrezzatura di ciascun laboratorio. A titolo puramente indicativo, le fonti professionali e specializzate lo collocano tra qualche centinaio e qualche migliaio di copie; nell'editoria libraria, un dossier di Livres Hebdo (2017) cita un responsabile di produzione che giudica il digitale «concorrenziale con l'offset fino a 2 500 copie», con l'offset di nuovo competitivo oltre circa 3 000 copie. Questi dati riguardano il libro, risalgono a qualche anno fa (il digitale progredisce rapidamente) e non si trasferiscono tali e quali a un volantino o a un biglietto.
Il riflesso giusto: per una tiratura da qualche centinaio a qualche migliaio di copie, chiedete un preventivo nelle due tecniche, a parità di quantità, ed eventualmente per due quantità (per esempio 500 e 1 000): vedrete dove si colloca il pareggio per il vostro progetto.
Tempi
- Digitale: la stampa può partire appena il file è approvato, e l'inchiostro (o il toner) è subito asciutto. È la tecnica dei lavori urgenti, spesso realizzabili in poche ore o in giornata per piccole quantità.
- Offset: bisogna incidere le lastre, fare l'avviamento, stampare e poi lasciare asciugare prima di tagliare, piegare o rilegare. Contate generalmente diversi giorni lavorativi; i tempi esatti dipendono dalla pianificazione del laboratorio.
Qualità e resa
| Criterio | Digitale | Offset |
|---|---|---|
| Resa di foto e colori | molto buona sulla maggior parte delle macchine recenti | molto buona, riferimento della stampa |
| Colori speciali (Pantone), inchiostri metallici o fluo | limitati a seconda della macchina | sì |
| Grandi fondi pieni | buoni, talvolta leggermente meno uniformi | molto uniformi |
| Costanza su una tiratura molto grande | buona | eccellente |
| Scelta delle carte | ampia, ma alcune carte goffrate o molto spesse passano male | molto ampia |
| Personalizzazione (nome, numero, indirizzo) | sì, su ogni copia | no |
| Prova fedele prima della tiratura | la prova esce dalla stessa macchina | prova su un altro sistema (prova contrattuale) |
Quando scegliere che cosa
Piuttosto il digitale:
- piccole e medie quantità (da 1 a qualche centinaio di copie);
- tempi brevi;
- personalizzazione (inviti nominativi, numerazione, stampa unione);
- test, prototipi, menabò, stampa on demand;
- tesi, relazioni, libri in piccole tirature.
Piuttosto l'offset:
- grandi tirature (diverse migliaia di copie);
- colore aziendale da rispettare esattamente (colore speciale);
- carte speciali, inchiostri metallici o fluo;
- grande regolarità richiesta su tutta la tiratura (cataloghi, riviste).
E le altre tecniche?
- Grande formato (getto d'inchiostro grande formato): manifesti di grandi dimensioni, teloni, roll-up, adesivi, pannelli.
- Serigrafia: tessuti, oggetti, manifesti d'arte; un colore per telaio, conveniente in serie.
- Stampa tipografica (letterpress): stampa a rilievo, apprezzata per biglietti da visita e partecipazioni di alta gamma.
Fonti
- Hervé Hugueny, Livres Hebdo, Dossier Industries graphiques : plus court, plus vite (dossier industrie grafiche: più breve, più veloce; 1º dicembre 2017): https://www.livreshebdo.fr/article/dossier-industries-graphiques-plus-court-plus-vite
- Office québécois de la langue française, Grand dictionnaire terminologique, scheda «plaque offset» (lastra offset): https://vitrinelinguistique.oqlf.gouv.qc.ca/fiche-gdt/fiche/26520497/plaque-offset
Domande frequenti
A partire da quante copie l'offset costa meno?
Non esiste una soglia fissa: a seconda delle fonti e dei prodotti, si colloca tra qualche centinaio e qualche migliaio di copie. Solo un preventivo comparativo può dirlo.
Il digitale ha una qualità inferiore?
Non più per la maggior parte dei lavori. L'offset conserva il vantaggio per i colori speciali, alcune carte e la costanza su tirature molto grandi.
Quale tecnica è la più rapida?
Il digitale: niente lastre né avviamento, la stampa può partire appena il file è approvato. L'offset richiede anche un tempo di asciugatura.
Si può personalizzare ogni copia?
Sì, in digitale (dati variabili: nome, numero, indirizzo). In offset ogni copia è identica.
Il mio file cambia a seconda della tecnica?
Poco: PDF in CMYK, abbondanza, font incorporati in entrambi i casi. I colori speciali (Pantone) si giustificano solo in offset o in serigrafia.
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